Nel seguito è presentata la strumentazione gestita dell’Osservatorio Geodetico Italiano in Antartide (IGOA).


Stazioni GNSS Permanenti Continue

Nei pressi della Stazione Mario Zucchelli (MZS), nell’area della Baia Terra Nova (TNB), sono presenti due stazioni GNSS a funzionamento continuo gestite dall’IGOA e denominate TNB1 e TNB2. I dati raccolti da queste stazioni (le cui coordinate sono riportate nella Tabella 1) vengono trasmessi quotidianamente in Italia e sono disponibili per il download (in formato RINEX) sulla pagina dedicata di questo sito web.

StazioneTNB1TNB2
Reference FrameITRF2000 epoch 2003.0ITRF2000 epoch 2003.0
Latitudine74° 41′ 55.69965″ S74° 41′ 56.14134″ S
Longitudine164° 06′ 10.58957″ E164° 06′ 10.11967″ E
Altezza Ellissoidica72.27 m71.071 m
Tab. 1 – Coordinate delle stazioni TNB1 e TNB2

La stazione GNSS continua TNB1 è stata monumentata durante la campagna 1997-1998 – nell’ambito del programma GIANT (Geodetic Infrastructures in Antarctica) dello SCAR (Scientific Committee on Antarctic Research) – e da allora ha funzionato in modo quasi ininterrotto. Realizzata su un affioramento granitico, la stazione era inizialmente equipaggiata con un ricevitore GPS Ashtech Z-12 ed un’antenna Dorne Margolin choke ring Ashtech 700936D installata su un pilastro in cemento. Questa strumentazione ha registrato dati della costellazione GPS per circa 17 anni fino a quando, nel novembre 2015, non è stata completamente rinnovata. Attualmente la stazione è dotata di un ricevitore GNSS Leica GS25 e di un’antenna Dorne Margolin choke ring Leica AT504 e registra dati delle costellazioni GPS e GLONASS.

TNB1 continuous station monumentation
Fig. 1 – Stazione TNB1
con la vecchia strumentazione
Fig. 2 – Stazione TNB1
con la nuova strumentazione
Fig. 3 – Stazione TNB2

La stazione GNSS TNB2 continua è stata monumentata durante la campagna 2007-2008 su un affioramento granitico a pochi metri da TNB1. Dotata di un ricevitore GNSS Topcon GB1000 e di un’antenna choke ring Topcon CR-G3 montata su un pilastro d’acciaio, TNB2 raccoglie dati dalle costellazioni GPS e GLONASS secondo le specifiche descritte nella Tabella 2.

Durata della Sessione24h
Frequenza di Acquisizione15s
Angolo di Elevazione
Tab. 2 – Specifiche di acquisizione dei dati raccolti dalle stazioni
TNB1 e TNB2

Nel 2014, grazie alla collaborazione con l’UNAVCO (University NAVstar COnsortium) nell’ambito del progetto POLENET (POLar Earth observing NETwork) – ANET (Antarctica NETwork monitoring), tre siti della rete VLNDEF (Victoria Land Network for DEFormation control) sono stati dotati di stazioni GNSS permanenti: VL01 a Tombstone Hills, VL12 a Monte Cassino e VL30 a South Mount Bruce. Queste stazioni (le cui coordinate sono elencate nella Tabella 3) sono incluse nella rete GNSS permanente POLENET e i dati raccolti sono liberamente accessibili per il download sul sito web dell’UNAVCO, dove è anche possibile monitorarne lo stato operativo in tempo reale.

StazioneVL01VL12VL30
Reference FrameITRF2000
epoch 2003.0
ITRF2000
epoch 2003.0
ITRF2000
epoch 2003.0
Latitudine72° 27′ 00.49337″ S72° 16′ 27.98421″ S70° 35′ 55.39560″ S
Longitudine169° 43′ 30.25310″ E169° 43′ 37.19134″ E162° 31′ 30.51127″ E
Altezza Ellissoidica596.919 m1932.975 m1491.517 m
Tab. 3 – Coordinate delle stazioni VL01, VL12 e VL30

Le tre stazioni sono monumentate su affioramenti granitici e, grazie all’alimentazione fornita tramite un sistema di pannelli solari e batterie tampone, sono in grado di funzionare in modo continuo. La strumentazione è costituita da ricevitori GPS Trimble NETRS e da antenne choke ring TRM59800.00 (radome SCIS) installate su pilastri in acciaio. VL01, VL12 e VL30 raccolgono dati dalla costellazione GPS secondo le specifiche descritte nella Tabella 4.

Fig. 4 – Stazione VL01
a Tombstone Hills
Fig. 5 – Stazione VL12
a Monte Cassino
Fig. 6 – Stazione VL30
a South Mount Bruce
Durata della Sessione24h
Frequenza di Acquisizione30s
Angolo di Elevazione
Tab. 4 – Specifiche di acquisizione dei dati raccolti dalle stazioni
VL01, VL12 e VL30

Nel 2016, nell’ambito del progetto MALOX (MAss LOss in wind fluX) in collaborazione con il Laboratorio Modelli e Misure per la Qualità dell’Aria ed Osservazioni Climatiche del Dipartimento Sostenibilità (Dipartimento Sostenibilità, circolarità e adattamento al cambiamento climatico dei Sistemi Produttivi e Territoriali – SSPT) dell’ENEA, sono state monumentate due nuove stazioni GNSS permanenti in siti remoti: INXP ad Inexpressible Island e LRSN sul Monte Larsen. Mentre LRSN è stata monumentata su un affioramento granitico, a causa delle esigenze del progetto MALOX, non è stato possibile installare INXP su un affioramento roccioso. Le coordinate delle due stazioni sono riportate nella Tabella 5.

StazioneINXPLRSN
Reference FrameWGS84WGS84
Latitudine74° 56′ 55.1″ S 74° 57′ 02.0″ S
Longitudine163° 41′ 06.3″ E161° 46′ 10.1″ E
Altezza Ellissoidica32 m948 m
Tab. 5 – Coordinate delle stazioni INXP and LRSN

Ciascuna stazione è alimentata tramite un sistema di pannelli solari, aerogeneratori e batterie tampone che ne consente il funzionamento in maniera continua. Entrambe le stazioni sono dotate di ricevitori GNSS Topcon Net-G3 e di antenne choke ring Topcon CR-G5 (radome TPSH) installate su pilastri in acciaio. INXP e LRSN raccolgono dati dalle costellazioni GPS e GLONASS secondo le specifiche descritte nella Tabella 6.

Fig. 7 – Stazione INXP
ad Inexpressible Island
Fig. 8 – Stazione LRSN
sul Monte Larsen
Durata della Sessione24h
Frequenza di
Acquisizione
30s
Angolo di Elevazione
Tab. 6 – Specifiche di acquisizione dei dati raccolti dalle stazioni
INXP e LRSN

Poiché non è presente alcun dispositivo di comunicazione satellitare, i dati acquisiti devono essere recuperati manualmente dagli operatori IGOA durante le spedizioni estive. Per questo motivo, i dati sono disponibili per il download (in formato RINEX) sulla pagina dedicata di questo sito web solo a partire dal marzo dell’anno successivo a quello di acquisizione.


Stazioni GNSS Permanenti Stagionali

Nel 2008, due siti remoti della rete VLNDEF sono stati dotati di stazioni permanenti: VL05 a Cape Phillips e VL18 a Starr Nunatak. Le coordinate delle due stazioni sono riportate nella Tabella 7.

StazioneVL05VL18
Reference FrameITRF2000 epoch 2003.0ITRF2000 epoch 2003.0
Latitudine 73° 03′ 47.05152″ S75° 53′ 54.71732″ S
Longitudine169° 36′ 43.87748″ E162° 35′ 37.36182″ E
Altezza Ellissoidica478.493 m58.011 m
Tab. 7 – Coordinate delle stazioni VL05 and VL18

Le stazioni VL05 e VL18 sono monumentate su affioramenti granitici e dotate di ricevitori GNSS Topcon GB-1000 e di antenne choke ring Topcon CR-G3 installate su pilastri in acciaio. Le stazioni raccolgono dati dalle costellazioni GPS e GLONASS secondo le specifiche descritte nella Tabella 8.

Fig. 9 – Stazione VL05
a Cape Phillips
Fig. 10 – Stazione VL18
a Starr Nunatak
Durata della Sessione24h
Frequenza di
Acquisizione
15s
Angolo di Elevazione
Tab. 8 – Specifiche di acquisizione dei dati raccolti dalle stazioni
VL05 e VL18

Le stazioni sono alimentate tramite un sistema di pannelli fotovoltaici e batterie tampone che forniscono energia elettrica dall’apertura della base (fine ottobre) fino all’arrivo dell’inverno (fine marzo), quando, a causa del sopraggiungere della notte polare, la ricarica tramite pannelli si interrompe.

A causa dell’assenza di dispositivi di comunicazione satellitare, i dati raccolti durante il periodo di funzionamento delle stazioni non possono essere trasmessi a distanza e il personale dell’IGOA deve recuperarli manualmente durante le spedizioni estive. Nella stessa occasione viene riavviata manualmente anche l’alimentazione elettrica delle stazioni. I dati raccolti sono disponibili per il download in formato RINEX sulla pagina dedicata di questo sito web, a partire da marzo dell’anno successivo a quello di acquisizione.


Stazioni GNSS Episodiche

La rete geodetica VLNDEF (Victoria Land Network for DEFormation control) è stata istituita tra il 1999 e il 2001 nell’ambito del programma GIANT (Geodetic Infrastructure in ANTarctica) dello SCAR (Scientific Committee on Antarctic Research). Il progetto è stato finanziato dal Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA) e realizzato dall’IGOA sotto la supervisione del gruppo ANTEC (Antarctic Neo-TECtonics) dello SCAR e in collaborazione con il consorzio internazionale POLENET.

La rete è stata concepita per studiare il particolare contesto geologico e tettonico della Terra Vittoria settentrionale che risulta caratterizzato dalla presenza di una struttura di faglie cenozoiche con cinematica di traslazione laterale. La distribuzione delle stazioni è stata attentamente pianificata utilizzando mappe geologiche e tettoniche per bilanciare l’accessibilità dei siti con la vicinanza alle linee di faglia e agli affioramenti rocciosi. I siti scelti si trovano in un’area che si estende per oltre 500 km in direzione nord-sud e 300 km in direzione est-ovest. La localizzazione delle stazioni VLNDEF è rappresentata in Figura 11.

Fig. 11 – A sinistra, una panoramica della posizione delle stazioni GNSS antartiche della rete POLENET; nell’inserto in alto a destra è rappresentata la rete VLNDEF (tratto da Zanutta et al., 2017). A destra, un ingrandimento della rete VLNDEF e della posizione delle sue stazioni (tratto da Zanutta et al., 2018).

I circa 30 vertici della rete VLNDEF sono stati materializzati tramite cilindri verticali in acciaio inossidabile ancorati direttamente al substrato roccioso e sulla cui sommità sono state montate le antenne GNSS. Dalla loro realizzazione, i siti sono stati rilevati più volte nell’ambito di campagne condotte dal personale dell’IGOA durante le spedizioni estive del PNRA.

I dati raccolti dalle stazioni VLNDEF hanno permesso di stimare le velocità relative all’interno della placca, fornendo informazioni preziose sulla cinematica attuale della Terra Vittoria settentrionale e contribuendo ad approfondire la comprensione dei processi neotettonici e dei fenomeni geofisici che hanno luogo nella regione.


Tra le attività svolte dall’Osservatorio rientra l’esecuzione di registrazioni mareografiche tramite un sensore di pressione installato sul fondale antistante la Stazione Mario Zucchelli (MZS) nella Baia Terra Nova. Tali osservazioni proseguono dal 1998, anno di fondazione dell’Osservatorio e di prima installazione del mareografo. Il mareografo dell’IGOA si inserisce in una rete di mareografi dislocati lungo la costa del continente antartico presso diverse basi di ricerca.

Durante la XXXVI Spedizione (2020/2021) la strumentazione è stata rinnovata e, ad oggi, lo strumento utilizzato è il SeaGuard Recording Current Meter (RCM) della marca AANDERAA (Fig. 12). Il sensore, installato a 27 metri di profondità alle coordinate riportate nella Tabella 9, misura la pressione idrostatica alla profondità di installazione, acquisendo i dati ogni 15 minuti e archiviandoli su una scheda SD. Durante ciascuna Spedizione, grazie anche al supporto delle unità subacquee di MZS, il mareografo viene recuperato, sottoposto alla manutenzione ordinaria (cambio delle batterie, oleatura degli O-ring, …) e ricollocato nella sua posizione di installazione. Nella stessa occasione, il personale IGOA provvede anche a scaricare i dati dalla scheda SD per la post-elaborazione e l’analisi. Per questo motivo i dati sono disponibili per il download, alla pagina dedicata di questo sito, a partire dal marzo dell’anno successivo a quello di acquisizione.

Fig. 12 – Mareografo dell’IGOA
Latitudine74° 41’ 30.10468” S
Longitudine164° 07’ 00.59402” E
Altezza Ellissoidica-54.12 m
Tab. 9 – Coordinate del Mareografo

I dati così acquisiti concorrono alla definizione del modello altimetrico assoluto del geoide, sia a livello globale sia a livello locale. Per farlo, le misure di pressione acquisite dal sensore, dopo essere state depurate dagli effetti della pressione atmosferica, delle maree e del moto ondoso, vengono confrontate con le quote ellissoidiche determinate tramite GNSS, consentendo così di ricavare l’ondulazione del geoide. Inoltre, i dati mareografici consentono di elaborare modelli di marea oceanica ad alta precisione, utili non solo per il loro interesse scientifico intrinseco, ma anche per lo studio delle correlazioni con fenomeni ambientali e climatici.