Nel seguito sono riportate alcune delle collaborazioni che coinvolgono l’IGOA.
Expert Group GIANT dello SCAR
L’IGOA è membro attivo dell’Expert Group GIANT (Geodetic Infrastructure of Antarctica) dello SCAR (Scientific Committee on Antarctic Research) e, attraverso la propria attività, contribuisce all’obiettivo cardine del Gruppo, ossia lo sviluppo e il mantenimento delle infrastrutture geodetiche nel continente antartico. Questo stretto legame è evidente anche a livello dirigenziale, poiché il Referente dell’IGOA, il Prof. Alessandro Capra, è co-chair del Gruppo GIANT.
L’istituzione stessa dell’IGOA nel 1998 è stata resa possibile anche grazie all’impegno del Gruppo GIANT nello sviluppo di osservatori geodetici permanenti. Inoltre, l’intera attività scientifica dell’IGOA rappresenta un contributo concreto alla strategia di ricerca internazionale coordinata dal Gruppo, in quanto i dati acquisiti dalla strumentazione e dal personale dell’Osservatorio contribuiscono a supportare ed approfondire lo studio dei processi geodinamici regionali della Terra Vittoria Settentrionale (tra cui la deformazione crostale, l’attività tettonica e il Glacial Isostatic Adjustment).

Progetto ICEGIANT
Il progetto ICEGIANT – finanziato dal Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) e condotto da gruppi di ricerca dell’Università di Bologna (UniBo), dell’Università di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE) e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – si concentra sullo studio del David Glacier (il più grande ghiacciaio di sbocco della Terra Vittoria settentrionale), indagandone le dinamiche di flusso, le interazioni con il substrato roccioso e il bilancio di massa. Attraverso l’integrazione di immagini SAR (Synthetic Aperture Radar), stazioni GNSS e stazioni sismiche, il progetto si focalizza sul monitoraggio del David Cauldron e della Drygalski Ice Tongue. Per questo motivo, durante le spedizioni XLI (2025-2026) e XLII (2026-2027), l’IGOA fornirà supporto per l’installazione e la rimozione di 13 stazioni GNSS (progettate ad hoc per questo studio) presso tali siti.

Osservatorio I-VOLCAN
La collaborazione tra l’IGOA e l’Osservatorio Vulcanologico Italiano in Antartide (I-VOLCAN) è stata avviata durante la XL Spedizione (2024-2025) ed ha come obiettivo il monitoraggio geomorfologico del Monte Melbourne, un vulcano attivo presente nell’area della Baia Terra Nova.
Le attività della collaborazione si concentrano sui rilievi geodetici e topografici della superficie esterna del ghiacciaio della caldera e sullo sviluppo di un modello 3D dell’area. Per questo fine, vengono realizzati i rilievi di due reti di monitoraggio materializzate nell’area alla fine degli anni ’80: una rete di controllo di 12 punti posizionati intorno e sulla cima del Monte Melbourne e una rete di dettaglio di 8 punti situati su selle e speroni rocciosi lungo i versanti del vulcano.

Monitoraggio dell’Aviopista di Boulder Clay
Nell’area della Baia Terra Nova sono presenti 4 basi scientifiche: la Stazione Mario Zucchelli (italiana), la Stazione Gondwana (tedesca), la Stazione Jang Bogo (della Corea del Sud) e la Stazione Qinling (cinese). La logistica del trasporto aereo (intra- ed extra-continentale) di queste basi è gestita dalla Stazione Mario Zucchelli (MZS) e, per il decollo e l’atterraggio, viene utilizzata una pista realizzata sul ghiaccio del Gerlache Inlet. L’operatività di tale pista, però, è ovviamente soggetta alle condizioni del ghiaccio marino e, per questo motivo, è stato necessario realizzare un’aviopista alternativa per i periodi in cui la pista sul ghiaccio non risulta fruibile.
Questa seconda pista è stata realizzata sulla morena del Boulder Clay Glacier e, per garantirne la sicurezza operativa a lungo termine, è necessario monitorarne gli spostamenti superficiali. A tal fine, il personale dell’IGOA — con il supporto del personale della MZS — conduce un rilievo dell’area di interesse durante ogni spedizione, utilizzando una rete geodetica ad alta precisione realizzata durante la XXIX Spedizione. In questo modo l’integrità strutturale e la sicurezza operativa della pista possono essere valutate tramite l’analisi della serie temporale degli spostamenti.
